China Highest-Ranking Christian Pastor Gu Yuese Under Economic Investigation

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Violated China’s laws…

Emma Grande ha condiviso il post di China Daily e pubblicato su China Time Fb

Nella giornata di sabato, il cacciatorpediniere lanciamissili americano Curtis Wilbur, in violazione delle leggi cinesi, si è introdotto nelle acque territoriali cinesi, ha detto il portavoce del ministero, Yang Yujun, in un comunicato scritto emesso sabato sera.

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Earlier on Saturday, the USS Curtis Wilbur guided missile destroyer violated China’s laws by intruding into Chinese territorial waters, the ministry’s spokesman Yang Yujun said in a written statement issued on Saturday night.

The PLA sent warnings and drove away a US navy destroyer intruding into Chinese territorial waters of Xisha Islands in the South China Sea.
CHINADAILY.COM.CN|DI 刘小卓

La Cina scommette sull’ Africa

 Maria Petrossi ha pubblicato su China Time Fb
Pechino scommette sull’Africa – Il Sole 24 ORE
MONDO
di Adriana Castagnoli

L’Africa sta balzando prepotentemente alla ribalta come continente dirimente e strategico per gli equilibri geopolitici mondiali. L’Africa subsahariana conta la più rapida crescita di popolazione rispetto a ogni altra regione al mondo (+ 27 milioni all’anno) e incrementa una forza lavoro che altrove si riduce.
Sebbene negli slums il grado di povertà sia elevato, la classe consumatrice urbana sta crescendo per effetto di migliori infrastrutture e di un aumento dei livelli di reddito disponibile, trasformando così il continente in una priorità per le maggiori “global companies” nei prossimi anni. È pur vero che una combinazione di fattori esterni (calo dei prezzi delle commodities, rallentamento delle economie dei maggiori partner commerciali e peggiori condizioni per i prestiti internazionali) e di fattori interni (instabilità politica, conflitti e mancanza di elettricità) ha rallentato la crescita dell’Africa sub-sahariana da 4,6% nel 2014 a 3,4% nel 2015. A ciò si aggiungono le incognite derivabili dalle azioni terroristiche di Boko Haram, nonché da ulteriori rischi esterni.
Più di un milione di cinesi si è stabilito in Africa negli ultimi due decenni non solamente per effetto delle politiche del governo di Pechino, ma anche di scelte di vita individuali che contribuiscono a dare più incidenza all’approccio quasi imperiale della Cina e a promuoverne l’influenza e il potere globale nella regione. Gli investimenti esteri diretti (Fdi) cinesi sono cresciuti rapidamente negli ultimi anni e sono divenuti importanti in Tunisia, Sud Africa, Kenya, Nigeria, Egitto, Algeria, Libia, Angola. Anche se gli Usa e i paesi dell’area euro rimangono ancora la più consistente fonte di Fdi in particolare nella regione sub-sahariana. Gli interessi cinesi in Africa sono immensi. Il commercio fra Cina e Africa è cresciuto di 22 volte dal 2000 al 2014 (da 10 a 220 miliardi di dollari), assai più del commercio con la Ue o con gli Usa (nel 2014, rispettivamente di 177 miliardi di euro e 73 miliardi di dollari). La Cina ha superato, nel 2009, gli Usa come il più importante partner commerciale dell’Africa. Invece Washington ha ridotto l’interscambio con l’Africa in particolare contraendo le importazioni (da 114 miliardi di dollari nel 2008 a 24 nel 2015). La Cina cerca di rafforzare la sua influenza in luoghi considerati strategici.
Ha accordi economici, politici e militari con diversi stati africani – inclusi quelli del Nord Africa – ricchi di risorse energetiche come Algeria, Nigeria, Guinea, Repubblica del Congo, Sudan ed Etiopia; e ha concluso un accordo militare con la Repubblica di Gibuti, nel Corno d’Africa, dove ha anche una partecipazione per il controllo e lo sviluppo del porto. Il piano per 60 miliardi di dollari in aiuti, prestiti, investimenti e altri supporti finanziari all’Africa, annunciato del presidente Xi Jinping lo scorso dicembre, costituisce una dimensione nuova e rilevante dell’intervento di Pechino. La Cina provvede già prestiti a basso tasso d’interesse ai paesi con un cattivo rating nel credito in cambio di petrolio e diritti minerari. Tuttavia, i tempi cambiano e anche le relazioni sino-africane devono affrontare nuove sfide e difficoltà. Sotto la pressione delle criticità delle commodities e della ristrutturazione dell’economia cinese dal manifatturiero ai servizi, nell’ultimo anno gli investimenti cinesi in Africa sono crollati del 40%. Questo mutamento riguarda sia paesi a economia diversificata, come il Sud Africa, sia quelli dipendenti dall’export di un singolo prodotto, come Zambia o Angola. La Cina si è trovata anche intrappolata e con investimenti a rischio nelle diverse zone di conflitto del continente.
Anche l’Ue, dopo l’accordo commerciale del 1975, ha mostrato una nuova visione a dimensione continentale delle relazioni con l’Africa con la Joint Africa-EU strategic partnership, avviata nel 2007. I principali paesi europei, secondo l’Ocse, sono anche fra i primi dieci contributori nei programmi di assistenza all’Africa.
L’Africa sta balzando prepotentemente alla ribalta come continente dirimente e strategico per gli equilibri geopolitici mondiali. L’Africa subsahariana conta la più rapida crescita di popolazione rispetto a ogni altra regione al mondo (+ 27 milioni all’anno) e incrementa una forza lavoro che altrove si riduce.
Sebbene negli slums il grado di povertà sia elevato, la classe consumatrice urbana sta crescendo per effetto di migliori infrastrutture e di un aumento dei livelli di reddito disponibile, trasformando così il continente in una priorità per le maggiori “global companies” nei prossimi anni. È pur vero che una combinazione di fattori esterni (calo dei prezzi delle commodities, rallentamento delle economie dei maggiori partner commerciali e peggiori condizioni per i prestiti internazionali) e di fattori interni (instabilità politica, conflitti e mancanza di elettricità) ha rallentato la crescita dell’Africa sub-sahariana da 4,6% nel 2014 a 3,4% nel 2015. A ciò si aggiungono le incognite derivabili dalle azioni terroristiche di Boko Haram, nonché da ulteriori rischi esterni.
Più di un milione di cinesi si è stabilito in Africa negli ultimi due decenni non solamente per effetto delle politiche del governo di Pechino, ma anche di scelte di vita individuali che contribuiscono a dare più incidenza all’approccio quasi imperiale della Cina e a promuoverne l’influenza e il potere globale nella regione. Gli investimenti esteri diretti (Fdi) cinesi sono cresciuti rapidamente negli ultimi anni e sono divenuti importanti in Tunisia, Sud Africa, Kenya, Nigeria, Egitto, Algeria, Libia, Angola. Anche se gli Usa e i paesi dell’area euro rimangono ancora la più consistente fonte di Fdi in particolare nella regione sub-sahariana. Gli interessi cinesi in Africa sono immensi. Il commercio fra Cina e Africa è cresciuto di 22 volte dal 2000 al 2014 (da 10 a 220 miliardi di dollari), assai più del commercio con la Ue o con gli Usa (nel 2014, rispettivamente di 177 miliardi di euro e 73 miliardi di dollari). La Cina ha superato, nel 2009, gli Usa come il più importante partner commerciale dell’Africa. Invece Washington ha ridotto l’interscambio con l’Africa in particolare contraendo le importazioni (da 114 miliardi di dollari nel 2008 a 24 nel 2015). La Cina cerca di rafforzare la sua influenza in luoghi considerati strategici.
Ha accordi economici, politici e militari con diversi stati africani – inclusi quelli del Nord Africa – ricchi di risorse energetiche come Algeria, Nigeria, Guinea, Repubblica del Congo, Sudan ed Etiopia; e ha concluso un accordo militare con la Repubblica di Gibuti, nel Corno d’Africa, dove ha anche una partecipazione per il controllo e lo sviluppo del porto. Il piano per 60 miliardi di dollari in aiuti, prestiti, investimenti e altri supporti finanziari all’Africa, annunciato del presidente Xi Jinping lo scorso dicembre, costituisce una dimensione nuova e rilevante dell’intervento di Pechino. La Cina provvede già prestiti a basso tasso d’interesse ai paesi con un cattivo rating nel credito in cambio di petrolio e diritti minerari. Tuttavia, i tempi cambiano e anche le relazioni sino-africane devono affrontare nuove sfide e difficoltà. Sotto la pressione delle criticità delle commodities e della ristrutturazione dell’economia cinese dal manifatturiero ai servizi, nell’ultimo anno gli investimenti cinesi in Africa sono crollati del 40%. Questo mutamento riguarda sia paesi a economia diversificata, come il Sud Africa, sia quelli dipendenti dall’export di un singolo prodotto, come Zambia o Angola. La Cina si è trovata anche intrappolata e con investimenti a rischio nelle diverse zone di conflitto del continente.

foto di Maria Petrossi.
foto di Maria Petrossi.
foto di Maria Petrossi.
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Today is the 31 th of January 2016

Le più vertiginose altezze celestiali non sono poi così alte in paragone a ciò cui aspira l’animo dell’uomo.

(Proverbio cinese)

foto di 中時電子報.
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大家早安^^一起來看看今日的農民曆吧~

【《‪#‎農民曆小幫手‬》國曆一月三十一日】
http://photo.chinatimes.com/20160130001381-260802