Cina 2.0

Maria Antonietta Sciancalepore 
…Gli esperti la chiamano ormai Cina 2.0, un Paese che da “fabbrica del mondo” si sta trasformando in uno dei centri di produzione tecnologica più dinamici a livello globale. Lungimiranza governativa e venture capital sostengono l’intera Silicon Valley cinese che spazia dalle nuove tecnologie ai droni fino a toccare l’intelligenza artificiale. Anni fa Jack Ma, fondatore di Alibaba disse che “Marco Polo impiegò diversi anni per raggiungere la corte del Figlio del Cielo, adesso con internet bastano 8 secondi”. Niente di più vero. Oggigiorno la Cina è madre di oltre un terzo delle start-up di successo sul mercato, per un giro d’affari pari a 380 miliardi di dollari. Un gradino di poco più basso rispetto agli Stati Uniti, ma comunque un segnale forte in un Paese che fino al 2010 era connesso ad internet per metà.

A scommettere sulle nuove tecnologie, ad investire sul futuro è stato in primis il Governo Centrale. L’esecutivo guidato da Xi Jinping ha compreso perfettamente che la sfida del domani sarà basata non sui tradizionali modelli industriali, bensì sulla cosiddetta “Industria 4.0”. Leggi più snelle ed un concreto cambiamento strutturale dell’intero sistema economico del Dragone, stanno cambiando il volto del mondo imprenditoriale ed industriale del Paese di Mezzo. L’anno scorso Pechino ha varato il nuovo piano triennale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di incrementare il mercato di 100 miliardi di dollari. Sempre il Governo ha stanziato un fondo pubblico sostanzioso, pari a 30 miliardi di dollari, per sovvenzionare quelle start-up virtuose e con un piano industriale concreto. Cuore pulsante di questo programma è Shenzhen, la vera Silicon Valley made in China sita nel sud del Paese, ma il carburante di questa rivoluzionaria imprenditoria, non in fatto di capitali ma anche in idee ed intuizioni, è il tridente d’oro dell’internet cinese: Alibaba, che detiene il monopolio delle piattaforme e-commerce d’Asia, Baidu, motore di ricerca principale della Repubblica Popolare e Tencent, colosso al quale fanno parte i principali social media cinesi. Questi tre player, operanti in settori diversi, ma interconnessi, sono oramai artefici di un ecosistema eterodosso di aziende e servizi che si stanno espandendo anche oltre Muraglia.

I risultati della scommessa di Xi Jinping di incentivare questa nuova industria, sta già dando i suoi frutti con risultati anche all’estero. Alibaba l’anno scorso ha rilevato Lozada, il più grande portale e-commerce del Sudest asiatico. Mentre in due anni i big dell’internet cinese hanno fatto acquisizioni sia negli Stati Uniti quanto in Europa. Assistiamo ad una conquista da parte di terzi o ad un’opportunità per la nostra economia? Sicuramente ci sono state realtà imprenditoriali che hanno subito la globalizzazione, ma nel futuro prossimo possono trarne vantaggi enormi. Le piattaforme di cross border e-commerce offrono importanti potenzialità, in particolare per l’export italiano che vorrà usufruire del mercato online. Ai giorni d’oggi larga parte degli acquisti in Cina avviene via web ed aziende come Jingdong o TMall possono consegnare la merce in ogni angolo del Paese in sole 24 ore. Attualmente all’interno del grande vaso di Pandora dell’e-commerce troviamo prettamente moda e prodotti legati alla bellezza, nonché food. Per l’imprenditoria italiana chiudersi a riccio in un guscio protettivo sarà quindi deleterio. Vincere la generale differenza dei piccoli e medi imprenditori del Bel Paese ancora legati a filiere di distribuzione fisiche, è la vera sfida, ma internet ha cambiato il modo di fare economia rendendo il mercato una grande e dinamica opportunità per tutti. Il futuro è alla portata di un click, il Governo cinese ed i suoi imprenditori stanno guidando la Cina verso questa direzione. Fare parte di questo viaggio farà la differenza con i player concorrenti.

Anni fa Jack Ma, fondatore di Alibaba disse che “Marco Polo impiegò diversi anni per raggiungere la corte del Figlio del Cielo, adesso con internet bastano 8 secondi”. Niente di più vero. Oggigiorno la Cina è madre di oltre un terzo delle start-up di successo sul mercato, per un giro d’affari pari a 380 miliardi di dollari…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...